
Le Ali della Libertà
Le
“Ali” sono il simbolo della Honda, e la “Libertà” è quella che si assapora
viaggiando in moto, all’aria aperta e al di fuori degli schemi preconcetti. Le
ali servono per volare, e stare in sella a una moto è come volare, lontano dal
caos, dalla noia, dalla vita di tutti i giorni.
Raduno
Nazionale Africa Twin
23/24/25 aprile 2005
Raduno Nazionale Africa
Twin; quest’anno è stata scelta la nostra regione a fare da scenario al
raduno degli amanti della due ruote da enduro più famosa e amata, tanto da poter
essere considerata un’icona del motociclismo stradale e fuoristradale, la Honda
XRV 650 e 750 “Africa Twin”
Al neonato gruppo Africa Twin Emilia Romagna, ovvero uno sparuto manipolo di
grandi appassionati, è toccato il compito di organizzare il motoraduno
nazionale, il cui percorso si snoderà lungo le curve e i tornanti dell’Appennino
Tosco-Emiliano.
Molta trepidazione quindi tra noi dell’A.T.E.R., che ci incontriamo verso le 10.00 all’uscita dell’autostrada A1 di Modena Nord; scambiamo quattro chiacchiere e le solite amenità, ma la tensione è palpabile nell’aria. Molti di noi si sono dati un gran daffare per l’organizzazione di questo evento, e c’è la speranza che vada tutto bene, unita al timore degli imprevedibili ma possibili inconvenienti.
Verso mezzogiorno arriva Davide, meglio conosciuto come “Er GALLO”. La sua Africa, una rd07 completamente modificata, è stata trasportata fino qui su un furgone guidato dalla sua dolce metà (er GALLINA) che gli sta sempre dietro sulla sella, ma viste le sue recenti condizioni di portatrice di pancia al settimo mese, si accontenta del mezzo a 4 ruote. Scaricata l’Africa dal furgone, “Er Gallo”, con tanto di casco crestato, comincia a scorrazzare in un campo di terra battuta che si trova accanto allo spiazzo che funge da punto di ritrovo, esibendosi anche in uno spettacolare atterraggio, fortunatamente senza danni (tranne che per la giacca da moto, nuova). Poco dopo arriva il gruppo dei ragazzi che vengono dal Piemonte, insieme al gruppo di Milano del Moto Club Africa Twin Italia e al presidente nazionale, Claudio Danna; appiedato da due mesi a causa di un brutto incidente, ci seguirà durante tutto il percorso dei tre giorni in auto, con la moglie Mariangela. Presentazioni di rito e chiacchiere, si guardano le moto, si scattano foto. Il tempo sembra favorirci per adesso, è spuntato un pallido sole e la temperatura è mite. Arrivano anche i ragazzi dell’Africa Twin Club Marche col loro presidente, Claudio Paolini Detto “il LALLO” e una parte del già numeroso gruppo degli africani va a fare uno spuntino in un bar lì vicino, mentre gli altri attendono gli ultimo arrivi. È Sandro, per gli amici “Rino74”, che tiene la contabilità ed ha l’elenco dei partecipanti; con precisione spunta i nomi man mano che arrivano i motociclisti.
Dopo lo spuntino si torna al punto di ritrovo, e quando finalmente ci siamo tutti, si parte in direzione di Pavullo, la nostra meta di oggi.
Il serpentone di moto si muove, ed è una grande emozione vedere 45 Africa Twin tutte insieme, rincorrersi lungo la strada. Ci sono Africa Twin di tutti i modelli e di tutte le età, più o meno accessoriate a seconda delle esigenze e dei gusti del proprietario. Arriviamo a Maranello e costeggiamo la pista dove corre la più famosa auto rossa del mondo. Poco più avanti, ci fermiamo a vedere il negozio “Ferrari Store”, che si trova proprio di fronte allo stabilimento della casa automobilistica; qui anche gli articoli più modesti hanno prezzi esorbitanti; qualcuno acquista qualcosa come souvenir, poi il serpentone riparte. Il cielo si sta riannuvolando, ma sembra non promettere pioggia. Arriviamo a Pavullo, graziosa località dell’Appennino modenese; il nostro albergo, l’hotel Vandelli, è proprio nel centro del paese, ed è un albergo elegante, arredato in stile liberty. Scarichiamo le moto e prendiamo possesso delle camere, poi scendiamo nella hall dove ci ritroviamo con tutti gli “Africani”: si parte per un giretto breve sulle colline della zona, già verdi e fiorite all’arrivo imminente della primavera. Il nostro tragitto ci fa attraversare piccoli borghi antichi, e in uno di questi, Lama Mocogno, ci fermiamo a prendere un aperitivo. Il cielo è sempre nuvoloso e la temperatura dell’aria piuttosto fredda, ma l’entusiasmo è tanto, e ci fa sentire anche il caldo del sole che non c’è. Dopo la sosta tonificante torniamo verso Pavullo, tra bei panorami montani e boschi rigogliosi. Arriva presto l’ora di cena, e ci ritroviamo tutti nel salone dell’hotel; ci sediamo in ordine sparso ai tavoli elegantemente apparecchiati, e mentre mangiamo deliziose specialità locali, su uno schermo posto in fondo alla sala scorrono le immagini più belle scattate dagli “Africani” negli anni passati .
Dopo cena si fanno un pò di chiacchiere, poi Luca Baldoni “Luca126”, uno dei soci fondatori dell’A.T.E.R. che ha partecipato al raduno con un’altra moto perché la sua Africa è in riparazione dopo un “atterraggio di fortuna”, invita tutti a bere una birra in un pub vicino. Si fanno le ore piccole, come prevedibile, e la birra scorre a fiumi.
La mattina seguente saliamo tutti in sella, le Africa sono diventate 57, e puntuali alle 9.00 partiamo da Pavullo in direzione del Passo delle Radici, che si trova al confine tra Emilia e Toscana. Durante la notte ha piovuto un po’, l’asfalto è ancora bagnato, ma per il momento Giove Pluvio sembra voglia graziarci. Fa freddo e il cielo è nuvoloso; il serpentone si muove lento e maestoso, i motori rombano e riecheggiano nelle valli e tra i boschi. La nostra guida è Andrea “Roy68”, su RD07 colore HRC, con qualche segno di battaglia qua e là, mentre la fila è chiusa dalla “scopa” Raoul, presidente dell’A.T.E.R., su RD07 colore Desert.
Poi ci sono le staffette: Stefano “Egon” su RD04 colori HRC, Michelone su RD07 Bianco HRC , Cristian “Frazor” su RD07 nero e argento, Stefano “SteveRR” su (tradimento!) Aprilia CapoNord blu, Fabio “ZioMagro” su RD07 nero e oro personalizzata ZIO, Nello detto “il Musichiere” su RD04 Benetton, Sandro “Rino74” su RD07 Rossa HRC, che volano avanti e indietro lungo il serpentone per fermare le auto agli incroci, in modo che il gruppo non si divida. E ci sono Daniele (Omone per gli intimi) e Lorella, eletti all’unanimità cameraman ufficiali, incaricati di immortalare la nostra avventura. Lorella scatta foto e Daniele filma mentre guida, affiancando il serpentone. Infine, non dimentichiamo l’ottimo servizio fornito dai nostri amatori radio che, costantemente collegati, potevano conoscere in ogni momento quello che accadeva in tutti i punti del serpentone; le radio erano Valerio “Valè” su RD07A (Lola) nera modificata, Alberto “@lbertone” su RD04 Ninja, ZioMagro, Raoul e il Presidente Claudio D. con un supporto veicolare auto .
La strada sale verso la montagna, il freddo si fa intenso, e appaiono mucchietti di neve di tanto in tanto; però i panorami sono bellissimi, il cielo grigio piombo appare a tratti tra il verde degli alberi del bosco che si fa sempre più fitto, c’è odore di muschio, di erba umida e di aria pulita. Quando arriviamo al Passo delle Radici fa veramente freddo, c’è neve dappertutto. Parcheggiamo le moto in un piazzale fortunatamente libero dalla neve, si scattano foto, si tirano palle di neve, si saltella per riscaldarsi. Il più fortunato è Claudio, il presidente, che segue le moto in auto, e non deve sorbirsi tutto il freddo!
Entriamo per pochi minuti nel piccolo locale che si trova in cima al passo: è una locanda con il bar, e beviamo punch e vov caldi per alzare un po’ la temperatura dentro le tute da moto. Nel locale si percepisce un penetrante e piacevole odore di funghi, che evidentemente costituiscono il piatto preferito del locale.
Ripartiamo, costeggiando Castiglione di Garfagnana, antico borgo medievale, poi attraversiamo Castelnuovo e Bagni di Lucca fino ad arrivare al paesino di Tereglio. Quando la colonna di moto sfila all’interno dei paesi, la gente si gira e si ferma incantata a guardare lo spettacolo insolito e suggestivo. Arriviamo al ristorante “da Michele”, dove pranzeremo. Parcheggiamo le Africa sotto gli alberi del bosco che attornia il ristorante, e ci sediamo per il meritato pranzo. Intanto, vedendo tutte queste Regine parcheggiate, anche altri amanti delle 2 ruote con e senza Africa Twin si uniscono al pranzo, e un ringraziamento particolare va ad Andrea RD04 che arrivava da Udine. Il gruppo vociante degli Africani riempie completamente il locale; ci vengono servite buonissime specialità toscane in rapida successione accompagnate da un ottimo vino locale, e una volta finito il pranzo, il gruppo riparte. Dopo pochi chilometri veniamo accolti da una sorpresa: il sindaco di Tereglio ci ha preparato un piccolo festeggiamento ed un riconoscimento ufficiale con targa al merito, con tanto di tavolino e liquori a disposizione per tutti, e la popolazione del piccolo borgo si raduna intorno a noi per festeggiare e scattare foto in nostra compagnia. Quando rimontiamo in sella ci dirigiamo verso una curiosità della zona: è il Ponte Sospeso, una stretta passerella, percorribile solo a piedi e in fila indiana, interamente costruita in metallo, che collega due monti passando su di un torrente. Il ponte è sorretto da cavi d’acciaio saldamente attaccati ai fianchi delle due opposte montagne, ma il vento e il passaggio delle persone lo fanno oscillare in maniera preoccupante, con un lieve effetto di “mal di mare” per le persone che si trovano sopra di esso; inoltre, il suo attraversamento non è sicuramente indicato a chi soffre di vertigini, ma nonostante tutto ciò molti di noi non perdono l’occasione dell’emozionante attraversamento.
Quando si riparte, il cielo si fa veramente minaccioso, e molti indossano le tute antipioggia. Proseguiamo verso il passo dell’Abetone, tornando in alto sulle montagne. I panorami sono superbi, le punte degli alberi più alti svettano tra le nubi basse e la foschia formatasi con l’umidità, dando ai luoghi che attraversiamo un aspetto fiabesco. Inizia a piovere, e anche piuttosto forte, ma siamo tutti ben coperti. Quando arriviamo in paese all’Abetone diluvia veramente, e la prevista sosta x l’aperitivo pomeridiano viene annullata, per riprendere la marcia di ritorno verso Pavullo. In realtà il diluvio non è di lunga durata, man mano che scendiamo dalla montagna, tornante dopo tornante, curva dopo curva, l’intensità della pioggia scema gradatamente, e quando arriviamo al nostro hotel non piove praticamente più. Ce ne andiamo tutti nelle rispettive camere, dopo aver parcheggiato le Africone nel garage dell’hotel, che risulta praticamente pieno come un uovo, esclusivamente di moto.
Dopo una bella e meritata doccia calda scendiamo per la cena: nel salone elegante i tavoli non sono più disposti a ferro di cavallo come ieri, ma sono sistemati in tre lunghe tavolate parallele. La cena si svolge regolarmente, le portate sono appetitose, e al termine ha inizio la festa: c’è un breve discorso di Claudio, e uno altrettanto breve di Raoul che poi, un po’ emozionato, dà inizio alla premiazione. Si premiano i soci che hanno contribuito alla riuscita della manifestazione e quelli che contribuiscono a tenere in vita Africa Twin Emilia Romagna, poi ci sono premi per le moto più originali, per il gruppo che viene da più lontano e quello più vicino , la zavorrina e la coppia con più Km e poi il più giovane ed … il meno giovane! Ai premiati viene consegnata una originalissima targa in metallo sabbiato a forma di corona, con al centro intagliato il logo dell’A.T.E.R.
Dopo la premiazione ha inizio la lotteria, i cui biglietti sono stati acquistati dai partecipanti prima dell’inizio della cena. Raoul, con l’aiuto di alcune vallette scelte a caso tra le “zavorrine” presenti, che estraggono i biglietti numerati, distribuisce i premi, che sono veramente ricchissimi: elencarli tutti è impossibile, ma tra i più belli figurano viaggi, un cellulare, un treno di gomme, un casco, gemelli in oro bianco a forma di @ e tanti altri, offerti in parte da A.T.E.R. e molti procurati dall’efficientissimo Mirco che in pochi giorni ha trovato tanti sponsors per la nostra manifestazione.
Poi il brindisi di rito: si alzano i calici ad un futuro luminoso sempre in sella per noi motociclisti, e alle nostre bellissime e intramontabili Africa Twin, perché ci portino sempre più lontano. Poi tutti a nanna, perchè la giornata è stata davvero lunga e piena di momenti emozionanti .
Il mattino seguente, col cielo che finalmente sembra aprirsi e lasciar intravedere l’agognato sole primaverile, si parte per l’ultimo tragitto di questo motoraduno emiliano: lasciamo Pavullo e, sempre seguendo strade di montagna dai suggestivi ed incantevoli panorami boschivi, accompagnati alle nostre spalle da un arcobaleno fiabesco, ci dirigiamo verso la valle del fiume Panaro e risaliamo verso Samone. Facciamo sosta ai Sassi di Roccamalatina, uno spettacolare agglomerato roccioso visibile da una terrazza che si affaccia sulla valle del Panaro. Quando arriviamo ai Sassi sta piovendo, ed una coltre nebbiosa nasconde alla vista lo spettacolo naturale che abbiamo davanti.
Ma come in un set cinematografico degno de “Il Signore degli Anelli”, al nostro passaggio la nebbia si dirada, aprendosi come un sipario sul suggestivo scenario. Ripartito da Roccamalatina, il serpentone delle Africa Twin multicolori arriva alla località di Marano, dove è stato allestito un ricchissimo aperitivo in nostro onore, offerto dal gestore di un pub del paese.Dopo il gradito intermezzo mattutino rimontiamo in sella, per l’ultimo atto del nostro programma: arriviamo a Spilamberto, alla pizzeria Desideria, che è la sede degli incontri settimanali dei soci e simpatizzanti dell’A.T.E.R., dove si svolge la pizzata di commiato che chiude la manifestazione. Dopo la pizza ci sono le ultime foto ricordo tutti insieme: è veramente giunto il momento dei saluti, il motoraduno nazionale è finito sul serio. C’è un po’ di tristezza tra i partecipanti, perché come sempre succede tra motociclisti, si è creato tra tutti quanti quel rapporto particolare di simpatia, solidarietà e disponibilità reciproca, oltre ad un’intesa spontanea, che solo chi arde di passione innata per la moto sa provare.
Un po’alla volta, ognuno se ne va per la propria strada: chi verso nord, chi verso sud, e qualcuno è solo a pochi chilometri da casa. Il senso di vuoto che un po’ tutti proviamo viene presto sostituito dalla felicità per aver passato tre bellissime giornate, immersi tra superbi scenari naturali, con gente che condivide lo stesso amore; c’è la speranza in tutti i cuori di ritrovarsi presto, con lo stesso spirito e con la stessa voglia di volare sulle ali della libertà che solo una poderosa Africa Twin può soddisfare. Arrivederci alla prossima …………..